martedì 15 marzo 2016

Tempeh: cos'è e come cucinarlo

tempeh




Il tempeh ha origini indonesiane. Si produce con la soia come il tofu ma è molto più saporito e ha le stesse proteine della carne. Per questo è un ingrediente prezioso per le diete vegetariene e vegane.

È il cugino meno famoso del tofu, così ricco di proteine da essersi guadagnato il nome di “carne di soia”. In realtà il tempeh, dall’aspetto di un panetto di fagioli e il sapore che ricorda i funghi e le noci, è un alimento dal carattere originale e spiccato. Rispetto al tofu, a cui lo accomuna l’origine dalla soia gialla (Glycine soia), ha un gusto molto più deciso, perché si ottiene per fermentazione.

D’altra parte con la carne non ha proprio niente in comune e siamo noi occidentali a considerarlo un possibile sostituto. La sua patria è l’Oriente, non la Cina ma l’Indonesia, dove il tempeh è la base della dieta quotidiana, tanto che sull’isola di Giava c’è un villaggio che ne produce ben due tonnellate al giorno. Si ricava dai semi di soia, ammollati, sbucciati e spezzettati, che vengono parzialmente cotti, inoculati con un fungo e fatti fermentare. Alla fine i fagioli si compattano in panetti bianchi, che sono avvolti in foglie di banano e poi venduti al naturale o grigliati.


Il procedimento è un po’ lungo ma il tempeh si può preparare in casa, con la soia, un po’ di aceto e lo starter (il fungo, in vendita sul web o nei negozi specializzati). Oltre a quello classico, esistono anche varianti arricchite con cereali, semi oleosi, mandorle e altro. Grazie al processo di fermentazione, le proteine della soia diventano più digeribili e il tempeh è più leggero ma ugualmente ricco di fibre, sali minerali, vitamine, grassi polinsaturi e sostanze che abbassano il colesterolo.

Si mangia bollito, mescolato a zuppe o insalate; insaporito con salsa di spezie e latte di cocco, al curry; alla piastra, con peperoncino, coriandolo e zenzero o erbe aromatiche; tagliato a fette e fritto, con verdure, pasta o riso bollito.

Il tempeh va sempre cotto

Ha colore chiaro e consistenza piuttosta dura, con i fagioli di soia ancora ben visibili, a differenza del tofu che è più compatto. Anche il sapore è molto più marcato, con un retrogusto di funghi e di noci. Originario dell’Indonesia, da noi è ancora poco diffuso. Si trova al naturale in panetti sottovuoto o in barattolo, in genere nel banco dei freschi, e va conservato in frigo. Oppure viene venduto già grigliato. In ogni caso il tempeh deve essere sempre cotto per eliminare il gusto amarognolo.

FONTE: salepepe.it

venerdì 12 febbraio 2016

Le astuzie e gli errori da non commettere per una crostata perfetta

Le astuzie e gli errori da non commettere per una crostata perfetta

La crostata è un dessert che piace a tutti, è di facile preparazione e richiede ingredienti che non mancano quasi mai dal frigo. Tuttavia, può risultare ostica per alcuni: la cottura, infatti, è un punto delicato. La crostata può uscire troppo cotta, con la pasta frolla secca, che si rompe al taglio, sgretolandosi.  Al contrario, la vostra crostata può uscire cruda e pastosa al palato. In questo caso, la marmellata tenderà a fare un tutt'uno con la pasta frolla non abbastanza cotta, e risulterà pesante. Mentre mangiate una crostata non dovreste mai sentire il desiderio di una tazza di tè per accompagnarla. La consistenza friabile, accompagnata dalla morbidezza conferita dalla marmellata, fanno si' che la crostata, se preparata correttamente, si gusti da sola.


Vediamo gli errori che tutti abbiamo commesso almeno una volta nel preparare la crostata, e le astuzie per non ripeterli!
1) La pasta frolla si sgretola, tanto che non si riesce a tagliare la crostata a fette
Quando la pasta frolla è troppo friabile, quasi sicuramente avete messo una quantità esagerata di burro. Allo stesso modo, ricordate che la pasta frolla va lavorata molto velocemente, appunto per non scaldare troppo il burro. Ricordatevi di lasciare riposare la pasta frolla in frigorifero per almeno 30 minuti prima di stenderla e farcirla con la marmellata.
2) La crostata è secca, soprattutto all'interno
Quando la crostata risulta secca all'interno, molto probabilmente avete messo poca marmellata, o una dose inferiore di burro; è il burro, infatti, a dare friabilità e morbidezza al tempo stesso alla pasta frolla. Fate attenzione a spegnere la crostata quando il bordo risulterà ancora leggermente morbido, in quanto facendola raffreddare in forno spento, questa continuerà a cuocere per qualche minuto. 
3) La crostata è secca sui bordi, mentre è cruda in mezzo
Qui non si tratta di dosi sbagliate nella vostra pasta frolla, ma di cottura errata. Avete tenuto il forno a temperatura troppo alta, cosi' come la griglia. Ecco che vi ritrovate con la superficie troppo cotta, e l'interno crudo: terribile!
4) La crostata sembra salata, anziché dolce
Nella pasta frolla non c'è molto zucchero, dunque se esagerate con il sale si sente! Ricordate che ne basta un pizzico.
5 )La crostata è troppo dolce
Avete esagerato con la marmellata! Tenete presente che la crostata non è un dessert RIPIENO di marmellata, ma spalmato di marmellata. Stendete qualche cucchiaio di marmellata, ma non fate assolutamente più strati.
6) La pasta frolla ha un gusto troppo pronunciato di uova
Le uova vanno pesate, prive di guscio. In questo modo non si rischia di esagerare con la quantità, in quanto in commercio si trovano uova di diversa taglia. Essendo la crostata un dessert composto da pochi ingredienti, non appena esagerate con uno di questi, si sente.
Siete pronti per preparare la crostata più buona di sempre, che conquisterà anche l'ospite più difficile? 
    Ingredienti:
  • 100 g di zucchero a velo
  • 250 g di farina
  • 150 g di burro morbido
  • 40 g di tuorlo d'uovo buccia di limone non trattato
  • 1 g di sale
  • ½ baccello di vaniglia
    Per spalmare sulla crostata
    Marmellata q.b, del gusto preferito
    Procedimento: 
    Setacciate la farina su una spianatoia e disponetela a fontana, poi mettete al centro di essa i tuorli, lo zucchero, i semini ricavati dal baccello di vaniglia, la buccia grattugiata del limone,  ed un pizzico di sale. Iniziate ad impastare con una forchetta le uova nella fontana, senza prendere la farina ai lati. Unite il burro morbido tagliato a pezzettini, ed impastatelo solamente con l'impasto di uova. Piano piano cominciate ad unire la farina presente ai lati, ed impastate fino ad avere una palla liscia  e compatta. Impastate molto velocemente con le mani, il tutto non deve durare più di 5-7 minuti. Ricoprite la pasta frolla con la pellicola alimentare, e riponetela in frigo a riposare per circa 30 minuti. Passato il tempo di riposo, infarinate il piano di lavoro e stendete velocemente la pasta frolla, tenendone da parte un piccolo panetto per fare le strisce decorative da distribuire in superficie; una piccola astuzia per facilitare la stesura della vostra pasta frolla: Tanti utenti lamentano la difficoltà nella stesura della pasta frolla, in quanto questa si rompe facilmente. Se vi sentite impacciati nella stesura con il mattarello, potete anche stendere la pasta frolla "appiattendola" con le dita direttamente nello stampo precedentemente imburrato ed infarinato, o ricoperto con un foglio di carta forno.
    Ora ricordatevi di bucherellare il fondo della crostata con i rebbi di una forchetta (impedirà alla crostata di gonfiarsi durante la cottura). Stendete qualche cucchiaio di marmellata sulla crostata, poi terminate appoggiando sulla crostata le classiche strisce di pasta incrociata, ritagliate con la rotella taglia pasta. Cuocete in forno caldo a 180° per 40-45 minuti circa.
  • Fonte: tribugolosa.com

lunedì 25 gennaio 2016

Chow mein

Risultati immagini per chow mein

Piatto

Valori nutrizionali
Chow mein
Quantità per 100 grammi
Calorie 459
Grassi 18 g
Acidi grassi saturi 1,8 g
Acidi grassi polinsaturi 11 g
Acidi grassi monoinsaturi 5 g
Acidi grassi trans 0 g
Colesterolo 0 mg
Sodio 847 mg
Potassio 120 mg
Carboidrati 67 g
Fibra alimentare 2,7 g
Zucchero 0,9 g
Proteina 11 g
Vitamina A 0 IU Vitamina C 0 mg
Calcio 20 mg Ferro 4,7 mg
Vitamina D 0 IU Vitamina B6 0,1 mg
Vitamina B12 0 µg Magnesio 52 mg

INGREDIENTI (4-5 PERSONE)
1 pacco di noodles
1 cipolla dolce, a fette
1 peperoncino rosso, a fette
1 cavolo, tritato
1 carota, a la julienne
1 barattolo di pisellini verdi o taccole
2 cucchiai di salsa di soia
1 cucchiaio di aceto
1 cucchiaino raso di pepe
1 cucchiaio di zenzero tritato

Sale, q.b.

PREPARAZIONE (APPROSSIMATIVAMENTE 30 minuti):
1)    In un wok, preriscaldate l’olio e aggiungete la cipolla. Cuocetela lentamente finché non assume una colorazione ambrata.
2)    A questo punto, aggiungete lo zenzero, le carote, il peperoncino, il cavolo e i pisellini. Mescolate con cura e fate rosolare il tutto.
3)    Lessate in abbondante acqua salata i noodles e, quando al dente, trasferiteli nel wok.
4)    Mescolate con cura e poi aggiungete il pepe, l’aceto e la salsa di soia. Fate cuocere ancora qualche minuto.
5)    Servite caldi con un po’ di chutney di menta o se volete fare all'indiana con ketchup e abbondante salsa di peperoncino

Fonte: aboutindia.it

domenica 17 gennaio 2016

Pizzette (Pita) alla patata dolce

Pizzette alla patata dolce

Ingredienti

4 panini tipo ‘’pita’’ o tipo pane arabo150 gr di ricotta fresca100 gr di cime di rapa1 piccola cipolla rossa1 piccola batata (patata americana dalla polpa arancio)1 peperoncino50 gr di pecorino o parmigiano grattugiatosale e pepeolio extravergine di oliva

Tempo Preparazione:
30 MinutiTempo Cottura:
20 MinutiDosi:
4 PersoneDifficolta':
FacileCosto:
Medio
Le pizzette alla patata dolce è un piatto molto particolare nel quale per le pizzette sono state utilizzate le pita, particolare pane tipico della Grecia e del medioriente, condite con la batata, patata dolce americana dal caratteristico colore arancione.

Procedimento

Scaldate il forno a 180 °C.

Disponete le pita su una teglia rivestita di carta forno e spennellatele con olio extravergine di oliva. Lavorate la ricotta a crema, salatela e pepatela leggermente e spalmatela sulle pita. A parte tritate finemente le cime di rapa e affettate la cipolla rossa. Suddividete queste verdure sulle pita e conditele con un po’ d’olio.

Pelate la batata (patata dolce) e tagliatela a strisce aiutandovi con un pela patate. Radunate le strisce di batata in una ciotola e conditele con olio, sale e pepe. Mescolatele e suddividetele sulle pite. Grattugiate il pecorino o il parmigiano su ogni porzione e completate con il peperoncino piccante tritato.

Infornate le pita e cuocetele per 15 – 20 minuti fino a quando le verdure saranno cotte. Se si dovessero scurire troppo, copritele con un foglio di alluminio.

Una volta cotte, servitele subito caldissime.

Fonte: ricettedellanonna.net

giovedì 7 gennaio 2016

La spesa di stagione a gennaio

La spesa di stagione a gennaio foto



La spesa di stagione a gennaio prevede prodotti gustosi, freschi e genuini visto che con molta probabilità saranno coltivati all’aria aperta, e non in serra, e con un ridotto uso di sostanze chimiche. Inoltre questi prodotti sono in generale i più economici. Mangiare tanta frutta e verdura, soprattutto quella di stagione, è poi un modo per ritornare in forma dopo gli eccessi alimentari delle feste natalizie. Vediamo insieme qualche consiglio per scegliere i prodotti giusti da mettere nel carrello della vostra spesa di stagione in questo mese così freddo e uggioso.


Il finocchio non può proprio mancare nel carrello della spesa di stagione a gennaio. È composto per il 90% di acqua, per l’1,3% da proteine e il 3% da fibre. Conosciuto fin dall’antichità per le sue proprietà aromatiche, il finocchio è molto indicato per chi ha difficoltà digestive, aerofagia, vomito e nell’allattamento per ridurre le coliche d’aria nei bambini. È inoltre diuretico, carminativo, antiemetico, antispasmodico e antinfiammatorio. Una dieta a base di finocchio è ideale per tornare in forma dopo i numerosi pasti e le corpose cene natalizie.

La rapa contiene vitamina C, fosforo, fibre, vitamina B6, calcio, manganese, potassio e indoli. In questo periodo dell’anno, le rape sono più tenere e gustose. Una dieta a base di rape è ideale per tornare in forma e perdere qualche chilo dopo gli abbondanti pasti e le numerose cene natalizie.

Il cavolfiore è una varietà di Brassica oleracea dalle caratteristiche anti-aging, antiossidanti e anti-tumorali poiché è ricco di vitamina C, potassio e fibre. E’ molto consigliato per purificare e ripristinare la funzionalità intestinale ed epatica dopo periodi di cattiva alimentazione. E’ ideale in cucina per contorni e primi piatti. Avete mai preparato un contorno di cavolfiore gratinato? No, cliccate qui sotto per scoprire questa e altre ricette con il cavolfiore!

La cicoria è una pianta erbacea appartenente alla famiglia Asteraceae. Ha proprietà depurativa, disintossicante, diuretica ed è leggermente lassativa. Una verdura invernale che è molto utile per il fegato in quanto ne migliora le funzioni. Si possono preparare tante insalate o squisite pietanze con le cicorie. Qualche esempio? Le fave con le cicorie! Uno dei piatti tipici dell’arte culinaria pugliese. Cliccate qui sotto per questa e altre ricette con la cicoria.

La barbabietola rossa è una pianta appartenente alla famiglia Chenopodiaceae che è ricca di zuccheri, sali minerali e vitamine. Ha proprietà dietetiche e salutari poiché assorbe le tossine dalle cellule e ne facilita l’eliminazione. E’ molto indicata per un’alimentazione sana poiché è depurativa, mineralizzante, antisettica e ricostituente. Tra le ricette che potete preparare, vi consigliamo la zuppa di barbabietole!

Il mandarino è uno dei tre agrumi originali del genere Citrus assieme al cedro e al pomelo. Dei tre è l’unico frutto dolce. Il mandarino ha notevoli proprietà terapeutiche poiché è ricco di vitamina C, fibre, carotene, ferro, magnesio e acido folico. I mandarini hanno un profumo agrodolce e aromatico. Sono consumati come frutta fresca o lavorati nella produzione di marmellate e frutta candita.

Un altro tipico frutto invernale è l’arancia. Questo agrume è molto apprezzato per via delle sue numerose proprietà benefiche: favorisce la digestione, è antiossidante, depura l’organismo, stimola l’attività cerebrale, allevia i dolori dello stomaco. Le arance sono ricche di vitamine soprattutto la C e la A, ma anche una larga parte di quelle del gruppo B.

Il mandarancio è un agrume ibrido tra il mandarino e l’arancia. Esistono diverse varietà, ma in Italia la più conosciuta è la clementina. E’ ricco di vitamina C, che è molto utile al nostro organismo soprattutto in questo periodo per affrontare e combattere i raffreddori stagionali. Il loro apporto calorico è pari a 53 kcal per 100 grammi. Con questo agrume si possono realizzare diverse ricette, tra cui l’insalata di finocchi e mandaranci.

La pera è il frutto delle piante del genere Pyrus a cui appartengono molte specie differenti. E’ ricca di fibre, zuccheri semplici e potassio che la rendono perfetta per una dieta iposodica. E’ un frutto facilmente digeribile. La pera contiene inoltre vitamina C, sali minerali, tannino, acido malico e citrico. In cucina si possono preparare tante ricette dolci con le pere.

Il kiwi è un frutto ricco di vitamina C (85 mg/100 g), potassio, vitamina E, rame, ferro e fibre. Questo frutto rende la pelle più elastica e riduce le rughe, diminuisce i trigliceridi nel sangue, protegge gengive e denti. L’apporto calorico è molto basso perché è costituito da circa l’84% di acqua, il 9% di carboidrati e da tracce di grassi e proteine. In cucina si possono preparare tante ricette con il kiwi.

Fonte: buttalapasta.it

Patate alla savoiarda

apatate savoiarda

Le patate alla savoiarda sono un piatto tipico della cucina piemontese da preparare con pochi e semplici ingredienti. Le patate, prima lessate, vanno poi ripassate in forno con il risultato di un contorno che sembra quasi una torta di patate grazie alla presenza di formaggio e latte. Si tratta di un piatto nutriente, adatto anche ai bambini.

                                   Ingredienti

1 Kg Di Patate
200 G Di Formaggio Tipo Fontina O Groviera
150 G Di Burro
Olio Extravergine Di Oliva
1 Bicchiere Di Latte
Sale
Pepe

                                           Preparazione





Pelate le patate, tagliatele a fette abbastanza grosse e lessatele per 10 minuti in acqua salata.



Scolatele e disponetele in una teglia da forno con un filo d'olio.



Distribuitevi sopra la fontina precedentemente tagliata a cubetti e il burro fuso.



Salate, pepate e aggiungete il latte.

Infornate la teglia di patate a 200° C e lasciate cuocere per circa 20 minuti, o almeno fino a che il latte sarà stato assorbito e le patate saranno di colore dorato.

Consiglio:
Per ottenere una superficie dorata e croccante ponete la teglia sotto il grill per 5 minuti.

Servite ben calde.

Varianti

Se amate l'abbinamento patate e formaggio provate la ricetta delle patate al forno al parmigiano, un contorno gustoso e nutriente. Le patate con mozzarella e rucola sono decisamente più leggere, perfette per la stagione calda.

Fonte: buttalapasta.it

lunedì 28 dicembre 2015

Tartufi al COCCO e NUTELLA

Delicatissimi tartufi al COCCO e NUTELLA, non potrete più farne a meno !

INGREDIENTI



  • 180 gr di Nutella
  • 50 gr di burro
  • 240 gr di zucchero
  • 600 gr di riso soffiato
  • 50 ml di latte
  • 2.5 gr di vaniglia
  • 250 gr di cocco in fiocchi

TAPPE DI PREPARAZIONE


TAPPA 1

Mescolare insieme la Nutella, il burro, il latte e lo zucchero in modo da ottenere un composto denso.

TAPPA 2

Aggiungere il riso soffiato e continuare a mescolare finchè non è ben amalgamato.

TAPPA 3

A questo punto formate delle palline compattando con le mani l'impasto e riponetele in una terrina che poi metterete in frigorifero.

TAPPA 4

Preparare la glassatura: mescolare insieme lo zucchero, il latte e la vaniglia.

TAPPA 5

Prendete le palline e fatele rotolare nella glassa, e poi sopra i fiocchi di cocco.

TAPPA 6

Lasciarle per qualche minuto in frigo

Fonte: tribugolosa.com